Qualche immagine dal dopoguerra

Ingrid Bergmann con vestito di Irene Kowaliska sulla copertina della rivista Cinémonde (1950)

Irene Kowaliska aveva continuato a vivere sulla costiera amalfitana: quando un bombardamento distrusse definitivamente nel 1943, la sua "fabbrichetta" a Cava dei Tirreni ella si era già trasferita da un anno a Positano dove soggiornò fino al 1956, producendo bozzetti per stoffe. Nulla più di un immagine di Ingrid Bergmann sulla copertina cinémonde del 1950 con un vestito di Irene esemplifica meglio la sua produzione.

Donne affacciate a civettuole finestre o balconcini, rese in azzurro, spiccano su un fondo bianco mentre delineato in bianco su un fondo blu cupo è il tipico paesaggio positanese che ancora oggi appare sulle magliette con la scritta "Positano". Si affermava la Moda Positano.

Stoffa con donne alla finestra
(I. Kowaliska fine anni Cinquanta)

Ma diversi furono i campi in cui si applicò, dai tessuti stampati a mano, ai vetri, i ricami e le straordinarie carte da parato destinate ai mercati internazionali, in particolare tedeschi, dove la sintassi decorativa è fitta e i colori di fondo possono essere forti come il giallo oro, in contrasto con le superfici chiare dei sui vasi, dove la distribuzione dei soggetti era estremamente parca.

Stoffa con paesaggio Positanese
(I. Kowaliska fine anni Cinquanta)

C'è Positano ancora come sfondo delle sue figurine, con le case a cupola e le scalette che serpeggiano le une sulle altre, mentre uomini e donne svolgono lavori semplici e antichi. Positano è la parola che corre lateralmente, accanto al suo nome, lungo la linea punteggiata, che indica dove tagliare le strisce di una carta da parato degli anni Quaranta. È chiaro che le scritte laterali non sono state apposte dalla Kowaliska, vista la presenza di ben tre errori Kovaliska invece che Kowaliska, Erzeugni per Erzeugnis e un Foreicn che sembra alludere più all'inglese Foreign.