Le Ville Romane

Sulla costiera amalfitana, parte occidentale del sinus paestanus, già teatro di episodi salienti del periodo di transizione fra il Paleolitico Superiore e il Mesolitico italiano come prima accennavamo, nacquero in età romana ville di lusso. Su queste coste, che avevano visto anche un intensa frequentazione fin dall'egemonia etrusca sul mar Tirreno, al suo declino e al prevalere del commercio greco, al desiderio dei Romani di controllare le rotte da e per il Lazio, le ville dette appunto maritimae perché accessibili solo dal mare, mentre nell'entroterra le ville rustiche sfruttavano il territorio circostante, presentavano una distribuzione sparpagliata dei vari ambienti, imposta d'altronde dal frastagliamento stesso della costa

Per Vitruvio, il famoso architetto dell'epoca dell'imperatore Augusto, queste ville appartengono al cosiddetto "tipo disperso2, in contrapposizione al "tipo chiuso", costituite cioè da singole parti ben distinte fra loro, non delimitate da uno spazio rigidamente geometrico, ma con gruppi costruttivi esistenti di per sé, congiunti in base alla conformazione del terreno, con inevitabili spostamenti di asse.

La costiera amalfitana in età romana
(da ROMITO 1990)

Le villae della baia di Positano e sui galli attestano che la costiera amalfitana fu eletta a residenza estiva da ricchi romani, patrizi o danarosi liberti, anche se i lidi baiani e sorrentini godevano di maggiore celebrità. Le coste della Campania avevano già registrato, fin dai tempi repubblicani, residenze dedicate all'otium, ma la preferenza espressa dai primi imperatori Augusto e Tiberio per l'isola di Capri e quel gusto per la natura selvaggia e l'orrido, che le alte coste scoscese ai lati della baia di Positano esaudivano pienamente, dirottarono le scelte dei romani, tra la fine del I sec. a.C. e l'inizio del I sec. d.C., verso questo tratto di costa. Le ville di Positano e dei Galli sono "un tipico esempio di come sono stati utilizzati in età claudia anche spazi più reconditi di una costa selvaggia senza rispetto addirittura per gli scigli che, secondo la leggenda, sarebbero serviti da dimora delle Sirene" (W. Johannowsky 1986, p. 19).

La diversa caratterizzazione geologica dei due versanti costieri , sorrentino e amalfitano, degradante dolcemente verso il mare con la possibilità di ampi terrazzamenti il primo, decisamente scosceso il secondo, hanno determinato diversi destini nelle scelte abitative: sul primo l'uomo ha potuto insediarsi tranquillamente e con continuità, sul secondo, non essendo possibile impostare una urbanizzazione vera e propria, si registrano solo episodi sporadici come le ville suddette con le relative strutture di servizio.